Auto elettrica, ibrida, moto: chi entra nelle ZTL

A cura della redazione di ZTL Info — verificato il 22 ottobre 2026 sui testi ufficiali.

Il Codice della Strada promette «accesso libero» a elettriche e ibride, ma davanti alla telecamera decide il Comune. Un'auto elettrica entra gratis in otto città su venti, se hai comunicato la targa; un'ibrida quasi mai.

Cosa dice la legge

L'articolo 7 del Codice della Strada affida ai Comuni la delimitazione delle ZTL e la scelta di chi può entrarci. Il comma 9-bis, aggiunto dalla legge di bilancio 2019, stabilisce che i Comuni «consentono, in ogni caso, l'accesso libero» ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.

Al varco, però, quella frase non ti apre niente: la telecamera confronta la targa con l'elenco dei veicoli autorizzati dal Comune, e valgono le sue regole (registrazione preventiva, permesso a pagamento o nessuna deroga). Roma fa pagare 1.000 € l'anno alle elettriche dal 1° luglio 2026, e la maggior parte delle città non concede nulla alle ibride. Per moto e scooter la legge non prevede alcuna esenzione: decide ogni città. Citare il comma 9-bis dopo il transito non sostituisce la richiesta: la multa (da 83 a 332 €) parte in automatico.

Le regole città per città

La tabella riporta la regola che vale per un visitatore nelle 20 città del sito; zone escluse, termini e prezzi sono nella scheda di ogni città.

CittàElettricheIbrideDue ruote
Arezzopermesso a pagamentonessuna esenzionein parte
Barinessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Bergamopermesso gratuitovedi la schedain parte
Bolognapermesso gratuitonessuna esenzionein parte
Bolzanonessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Bresciapermesso gratuitovedi la schedain parte
Cagliaripermesso a pagamentonessuna esenzionesolo 50 cc
Cataniapermesso gratuitonessuna esenzionecome le auto
Comonessuna deroganessuna esenzionevedi la scheda
Ferraranessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Firenzepermesso gratuitonessuna esenzionelibere
Genovapermesso gratuitonessuna esenzionecome le auto
Leccenessuna deroganessuna esenzionelibere
Livornoprevia comunicazionenessuna esenzionelibere
Luccanessuna deroganessuna esenzionein parte
Mantovapermesso a pagamentonessuna esenzionesolo 50 cc
Milanoliberevedi la schedalibere
Modenapermesso gratuitonessuna esenzionein parte
Napolivedi la schedavedi la schedain parte
Padovapermesso gratuitonessuna esenzionelibere
Palermopermesso gratuitonessuna esenzionein parte
Parmapermesso a pagamentovedi la schedain parte
Perugiavedi la schedanon indicatovedi la scheda
Pisapermesso a pagamentonon indicatolibere
Ravennanessuna deroganessuna esenzionevedi la scheda
Reggio Emiliavedi la schedavedi la schedasolo 50 cc
Rimininessuna deroganessuna esenzionevedi la scheda
Romapermesso a pagamentonessuna esenzionein parte
Salernonessuna deroganessuna esenzionevedi la scheda
San Gimignanovedi la schedanon indicatovedi la scheda
Sienanessuna deroganessuna esenzionevedi la scheda
Siracusaprevia comunicazionenon indicatocome le auto
Sirmionenessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Sorrentoprevia comunicazionevedi la schedacome le auto
Taorminanessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Torinopermesso gratuitonessuna esenzionein parte
Trentonessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Trevisoprevia comunicazionevedi la schedavedi la scheda
Triestevedi la schedanon indicatocome le auto
Udinenessuna deroganessuna esenzionecome le auto
Veronapermesso gratuitonessuna esenzionein parte
Vicenzavedi la schedanon indicatovedi la scheda

Elettriche. Otto città rilasciano un'autorizzazione gratuita su richiesta: Bergamo, Bologna, Firenze, Modena, Padova, Palermo, Torino e Verona. Solo Milano le fa entrare in Area C senza fare nulla, e a Treviso basta comunicare la targa. Tre città vendono un permesso: Parma (10 € l'anno più 5 € di contrassegno), Pisa (101 €, condizioni non precisate negli atti) e Roma (1.000 €). Como, Ferrara, Lecce e Siena non prevedono deroghe; a Siena neppure per andare a ricaricare. Per Napoli, Perugia e Reggio Emilia nessuna casella riassume la regola (a Reggio il permesso «Mi Muovo» costa 24 € di spese).

Ibride. Dodici città non prevedono esenzioni per chi viene da fuori, due non dicono nulla. Le eccezioni sono poche e strette: a Milano l'Area C è gratuita per le ibride fino a 100 g/km di CO2; a Parma un'ibrida plug-in ottiene il permesso «AAA plugin» allo stesso prezzo di quello elettrico; Bergamo (360 € per i non residenti) e Reggio Emilia (24 € l'anno) vendono un permesso. A Bologna e Torino il permesso ibrido è riservato ai residenti (e, a Bologna, alle imprese del territorio).

Due ruote. Circolano senza permesso in cinque città: Firenze, Lecce, Milano, Padova e Pisa. In altre nove dipende dalla zona; a Bergamo, per esempio, sono libere solo nella ZTL Città Alta e Colli. A Reggio Emilia passano solo i ciclomotori fino a 50 cc, e a Ferrara una moto ha bisogno di un titolo come un'auto.

Auto elettrica: cosa fare prima di entrare

L'autorizzazione è legata alla targa, non al conducente. Registrala prima del primo ingresso, come chiedono Bologna, Firenze e Verona. Alcune città accettano la comunicazione dopo il transito: entro 48 ore a Modena, entro 120 ore ad ATB a Bergamo, mentre a Torino chi passa occasionalmente può regolarizzare con GTT, 12 volte l'anno. A Padova l'ordinanza ammette 48 ore, ma il modulo chiede una comunicazione preventiva: falla prima.

Tre trappole:

  • «Gratuito» non vuol dire senza costi: a Torino il permesso costa due marche da bollo da 16 €; a Palermo il contrassegno non si paga, ma bolli e diritti di istruttoria sì.
  • Serve spesso SPID o CIE: a Verona la registrazione si fa così e richiede fino a 9 giorni; a Roma il permesso si compra allo stesso modo. Un turista straniero di solito non li ha.
  • L'autorizzazione non vale ovunque: il Quadrilatero di Milano resta chiuso alle auto elettriche, le isole ambientali di Parma sono vietate anche a loro 24 ore su 24, e il permesso di Torino esclude aree pedonali e corsie dei mezzi pubblici.

I Comuni pensano all'auto 100% elettrica, come precisano Verona e Modena: una plug-in non ne ha diritto, salvo regole espresse come a Parma.

Ibrida: parti dall'idea che non entri

Fuori dalle quattro eccezioni viste sopra, organizza il viaggio come con un'auto a benzina: parcheggio fuori zona, oppure accesso tramite hotel o contrassegno disabili. A Palermo un'ibrida ha solo un pass giornaliero più economico (2,50 € invece di 5 €). A Treviso il portale cita le ibride, ma il regolamento parla solo di elettrico puro: non farci affidamento.

Moto e scooter: liberi, ma non ovunque

L'esenzione per le due ruote, dove c'è, è una scelta del Comune e spesso si ferma davanti alle zone più delicate:

  • Roma: due ruote libere, tranne nel Tridente, riservato alle categorie autorizzate;
  • Napoli: in scooter solo nel Centro Antico, a Tarsia-Pignasecca-Dante (esclusa via Brombeis) e nella ZTL Morelli;
  • Bologna: libere nella ZTL grande e nella Zona T nei giorni feriali, ma non nelle zone Università, Pratello e Moline, né nella Zona T durante i T-Days;
  • Milano: in Area C entra la maggior parte delle moto, esclusi i due tempi e i diesel Euro 0 e 1.

Dove il Comune non pubblica nulla sulle moto (Siena, Treviso), considera che valgano le regole delle auto. A Como e Perugia le due ruote possono solo raggiungere i parcheggi per moto, su percorsi stabiliti. Le corsie riservate restano vietate: a Padova la corsia del tram in Prato della Valle è chiusa a tutti, due ruote comprese.

Auto con targa estera

La telecamera legge solo la targa. Con un'immatricolazione straniera, il Comune non ha modo di sapere che l'auto è elettrica finché non la registri. Comunicala insieme alla carta di circolazione, che dimostra l'alimentazione: Padova la chiede con il modulo, e il portale di Bologna accetta le targhe estere (basta togliere la spunta da «targa italiana»). Con un'auto a noleggio la targa la conosci solo al banco: registrala appena ritiri le chiavi, prima di dirigerti verso il centro.

In che ordine muoverti

  • Individua nella scheda della città la zona esatta del tuo hotel o parcheggio e verifica che la tua alimentazione sia ammessa proprio lì.
  • Fai la richiesta prima di entrare e conserva la conferma.
  • Se arriva comunque un verbale, contatta l'ufficio indicato prima di pagare: una comunicazione tardiva a volte si può regolarizzare.

Domande frequenti

Un'auto elettrica entra liberamente nelle ZTL?

Raramente senza fare nulla. Fra le 20 città del sito, solo Milano la lascia entrare in Area C senza richieste. Altrove serve un'autorizzazione, gratuita in otto città, a pagamento a Parma, Pisa e Roma, oppure non c'è alcuna deroga.

Un'ibrida plug-in vale come elettrica?

Di solito no. Solo Parma le riserva un permesso al prezzo di quello elettrico; a Milano l'Area C è gratuita per le ibride fino a 100 g/km di CO2.

In moto o in scooter serve un permesso?

No a Firenze, Lecce, Milano, Padova e Pisa. Altrove le due ruote sono escluse da alcune zone, come il Tridente a Roma, oppure seguono le regole delle auto, come a Ferrara.

La mia elettrica ha targa estera: cosa devo presentare?

La targa e, di norma, la carta di circolazione che dimostra l'alimentazione. A Verona e a Roma la procedura passa da SPID o CIE: controlla nella scheda della città prima di partire.

Sono entrato con l'elettrica senza averla registrata: che faccio?

Muoviti subito: Modena accetta la targa entro 48 ore, Bergamo entro 120 ore, e a Torino puoi regolarizzare con GTT. Altrimenti, prima di pagare la multa, contatta l'ufficio indicato sul verbale.

Fonti

Le altre guide